domenica 3 febbraio 2008

Mobbing

Aggiorno questo mio diario in una circostanza che ha dell'incredibile.
Venerdì 1 Febbraio 2008 il mio datare di lavoro mi manda a dire che Lunedì 4 Febbraio le mie mansioni cambieranno, non farò più l'elettricista specializzato.
Cerco di contattarlo ma, al telefono non mi risponde.
Verso le 17:00 finisco un lavoro urgente assegnatomi, decido di recarmi in ufficio per cercare di parlargli, di capire il motivo del mio de-mansionamento ad aiuto montatore.
Riesco a trovarlo, gli chiedo come mai questa grave decisione, nulla, si arrampica sui vetri, dice che parlo male di lui con i clienti alle sue spalle!
Nulla di più falso, non mordo la mano di chi mi da da mangiare!
Sono arrivato ad un'ipotesi, gli sto antipatico! Oppure a qualcuno a lui vicino ha detto delle calunnie su di me, non saprei, non ho fatto mai del male a nessuno, né con la parole, né quantomeno fisicamente.
Sono rimasto allibito.

domenica 7 gennaio 2007

ricordi

I miei pensieri corrono indietro nel tempo e ricordo un mio zio, amato e odiato.

Prima di morire voleva acquistarmi un automobile per poter rincorrere i miei sogni, gli promisi di riparlarne il mattino successivo a freddo perché ora pensava solo che stava morire ed io non lo potevo accettare, durante la notte mori.

Lo odiavo perché era ricco, per me era ricco. Andavo a trovarlo il sabato e la domenica per giocargli la schedina ed avere in cambio una mancetta, la domenica perché mia zia mi preparava la merenda per me più buona che esistesse, due belle fette di pane e nel mezzo una fettina di carne panata, una squisitezza, anchè perché a quei tempi in casa di carne ne girava poco in casa, era una prorogativa di mio padre poter mangiare la carne, lui….lavorava e portava a casa i soldi per mantenere tutti.

Aveva tante cose da potermi insegnare, il mio caro zio ma, credeva che tutti volessero i suoi soldi e per tanti era così, bhè, un po’ lo era anche per me, avrei voluto che vivesse più a lungo per potergli far capire che io tenevo a lui e non ai suoi soldi.

Volevo una vita diversa dall’elemosinare carità, volevo che mi insegnasse a vivere, a guadagnarmi quei soldi che in casa mancavano sempre e che sembravano così importanti al tal punto da non esistere null’altra cosa più importante al mondo. Avrei voluto che mi desse un po’ della sua furbizia, del suo carattere autoritario.

Avrei voluto non perderti così presto per dirti quanto ti volevo bene.

Ciao Zio, ti voglio tanto bene.

Tuo nipote Andrea